Hai voglia di giocare con una DONNA al telefono?
Chiama : 899.898.177
Chiara è una mia compagna di classe ed è anche la mia migliore amica. Chiara è la mia padrona.
Scoprii di nutrire per lei un sentimento differente dall'affetto tipico che s'instaura fra due coetanee che
frequentano lo stesso liceo. Lei è molto intelligente, si accorse subito della mia naturale propensione alla
schiavitù.
In fondo non era giusto. Lei era più alta di me, molto più bella con quella chioma liscia e splendente di
capelli castani che le ricadevano fin a mezza schiena, era più brava di me a scuola, aveva i voti più alti, era più
brillante, era stimata e adorata persino dai professori. Non era giusto, dicevo, che io e lei fossimo alla pari.
Glielo dissi. Lei rimase un po' titubante, poi si apri velocemente.

Chiama : 899.898.177
Si sedette sul divano in sala, eravamo sole in casa.
"Inginocchiati" ordinò.
Io mi gettai ai suoi piedi e glieli usai le mie labbra per darle un bacio. Calzava dei sandaletti che lasciavano
scoperto il dorso del piede e le dita e usai le mie labbra per darle un bacio anche quelli. Lei alzò una gamba.
"Lecca la suola"
La suola era sporca di terra ed altro; non so dove avesse camminato, poteva esserci anche qualcosa che avrebbe
potuto farmi male. Chiara mi pigiò la scarpa sul viso.
"Lecca, bastarda!"
Se lo poteva permettere. Ero la sua cagna. Usai la lingua, dal margine al centro, poi succhiai il tacco.
"Toglimi i sandali e leccami i piedi. Anzi no, non ne sei degna. Baciameli. Baciameli finché non ti darò ordine
di fermarti"
Le tolsi i sandali, lei si sdraiò sul divano poggiando le caviglie sui braccioli. I suoi piedi sporgevano a
mezz'aria e Chiara li muoveva sensualmente.
Li usai le mie labbra per darle un bacio.
Li adorai.
Erano un pochino sudati sulla pianta ma a me sembrò d'abbracciare il paradiso.
Chiara accese la televisione e si guardò un film. A metà del primo tempo mi disse "Basta bacini. Lecca" Usai la
lingua. Mi fermò di nuovo dopo pochi minuti.
"Bene fra le dita. E non dimenticare il tallone"
All'intervallo mi fece smettere, mi costrinse a mettermi a quattro zampe davanti al divano e mi usò come
poggiapiedi.
Il film terminò.
"Seguimi a quattro zampe"
Mi condusse in giardino. Camminava scalza sull'erba e a me sembrava che i suoi Divini piedi non toccassero
neppure gli steli delle piante.
Mi legò ad un palo e mi frustò.
"Prendi, cagna" urlava, mentre la mia pelle veniva segnata dai morsi della frusta.
Dopo un po' mi slegò, mi portò su di una panchina ai margini del prato e si sedette.
"Puliscimi i piedi"
Aveva camminato sull'erba e le piante avevano raccolto polvere mescolata a rugiada. Era giusto che fossi io a
pulire le sue estremità. Chiara lo sapeva. Ordinò giustamente che lo facessi impiegando la sola lingua.
"Portami le scarpe"
Gliele portai e le calzai ai suoi piedi. Lei mi prese per i capelli e mi trascinò in macchina. Mise in moto e mi
portò non so dove, io ero chiusa in bauliera.

Chiama : 899.898.177
"Forza, scendi"
Scesi a quattro zampe, perché ero sicura che dovessi fare così. Mi ritrovai al margine di una strada fuori mano,
in mezzo ad un bosco. La macchina era ferma in una piazzola sterrata. Chiara incombeva su di me. Sollevò un piede e
calò il tacco alto della scarpa sulla mia mano, facendomi molto male. Quel piede insolente e bellissimo stava
schiacciando le falangi ed il mio unico desiderio era chinarmi di più e baciarne le dita.
Chiara stringeva i miei luridi capelli con la sua nobile mano e non mi permise di muovermi. "Veruska" disse
poi.
Una donna alta e bionda, dai lineamenti nordici, venne verso di noi. Calzava stivali alti fino al ginocchio
nerissimi ed indossava una pelliccia di infima qualità.
Come Veruska mi arrivò davanti il piede di Chiara che schiacciava la mia mano si alzò e calò sulla mia nuca.
Sfracellò la mia faccia sul terriccio.
"Lecca i suoi stivali" ordinò Chiara.
Veruska mise la punta dello stivale destro sotto al mio viso ed io leccai.
Feci lo stesso con l'altro. Ora Chiara era seduta sulla mia schiena e mi dava schiaffi sulle guance e calcetti
sul seno.
"Veruska, siediti un attimo. Riposati"
La prostituta si fermò.
Chiara si alzò e si alzò la gonna, poi abbassò le mutandine e si accucciò.
"Sdraiati con la schiena a terra e metti la testa sotto di me" ordinò.
Lo feci.
"Apri la bocca"
Chiara mi versò una buona quantità di piscio in bocca, si fece pulire e leccare. Poi venne con entusiasmo nella
mia bocca.
"Ora voglio farlo io" s'intromise la prostituta.
Veruska mi faceva schifo, effettivamente, ma Chiara voleva che io la servissi e la riverissi come una schiava
perfetta sa fare e non potei sottrarmi ai miei doveri.
Veruska si sfilò gli stivali, mi fece leccare i suoi piedi da baldracca da strada, si fece leccare la passera e
mi pisciò in bocca. Poi mi sputò sulla lingua e mi ordinò d'inghiottire.
A quel punto Chiara mi prese per i capelli, alzò nuovamente la sua corta gonna plissettata e mi schiacciò la
faccia fra le sue natiche.
D'istinto presi a baciare e leccare la fessura delle natiche.
"Smetti, bastarda!" esclamò lei.
Appena mi fermai mi scorreggiò in bocca. L'odore m'invase le narici.
"Apri bocca"
Lo feci e lei scoreggiò di nuovo. Rise. Rise anche Veruska. La puttana aiutò Chiara, spingendomi la testa fra le
natiche bellissime della mia dominatrice.
"Lecca, che aspetti?!" rispose Chiara stizzita.
Lo feci con immenso ardore. Volevo che la mia amica rimanesse soddisfatta di me e dai gemiti di piacere che udii
penso di esservi riuscita.
Purtroppo sul più bello Veruska mi tirò via dal bel culetto di Chiara, spingendo la mia testa fra le sue chiappe
lardose e sfatte.
Dovetti baciare anche quelle, perché la prostituta m'incitava con urla volgari e mi avrebbe strappato i capelli
se avessi disobbedito. Inoltre era un ordine di Chiara. Quando ebbi soddisfatta la puttana fui allontanata a male
parole. Chiara mi afferrò per i capelli e mi sbatté senza complimenti in auto, salutò con cordialità la prostituta
e ci allontanammo. Giungemmo ad un edificio basso adibito ad uffici. Lì Chiara mi fece scendere e mi condusse in un
piccolo ufficio solitario.
C'era una donna di qualche anno più anziana di me e di Chiara. Evidentemente ci attendeva. "Ciao Melissa" disse
Chiara.
"Oh, la mia cara cuginetta" rispose l'altra "Cosa mi hai portato?"
"Ti presento Letizia, la mia nuova cagnetta"
"Ah, e di che razza è?" chiese Melissa, chiudendo l'ufficio alle sue spalle. Eravamo sole.
"Una cagnolina bastarda"
"Ma fedele?"
"Chissà! E' buona per leccare i nostri piedi, senz'altro"
"Mettiamola alla prova!" esclamò Melissa facendomi mettere a quattro zampe e pigiandomi un piede sulla testa.
Chiara si mise di fronte a me, con la punta dei piedi a pochi centimetri dal mio viso. Sapevo cosa fare. Tirai
fuori la lingua e le leccai le dita. Lei mostrò di approvare il gesto muovendo le punte. Il suo risolino arrogante
mi fece sentire come la cagna che sono. A turno le due aguzzine si fecero pulire i piedi e le delicate scarpette,
mi calpestarono, mi tirarono calci. Erano bellissime, magnifiche, mi dominavano con crudeltà e piacere. Ho provato
dolore, in quel momento, ma un amore così intenso nei confronti della padrona Chiara da non poter essere descritto
a parole.
Melissa si sedette poi sulla sedia dietro la scrivania, mi obbligò a strisciare sotto al piano del tavolo e da
lì mi ordinò "Leccami i piedi finché non avrò terminato di lavorare"
Mentre la mia lingua saettava fra le dita e sul tallone udii le sue mani al lavoro sui tasti della console del
computer. Chiara mi guardava da sopra e sorrideva con malizia.
"Quanto ne hai ancora?" chiese alla cugina.
"Un paio d'ore"
"Non me la seccare, che dopo ne ho bisogno anch'io"
"Cosa?"
"La sua lingua. Non mi seccare la sua lingua"
"Non preoccuparti, cara. E' solo per il sudore. Sai, sto in piedi tutto il giorno. Fra un po' smetto e la uso
come zerbino"
"Ah, allora va bene. Te la lascio. Vado a fare un giro"
Si chinò verso di me.
"Ciao cagna, torno a prenderti dopo. Tratta bene Melissa ed i suoi piedi, fai conto che siano i miei" "Si
Chiara" dissi e mi impegnai ancor più a fondo di prima nel pulire le delicate piante dei piedi di Melissa al fine
di dimostrare la mia fedeltà.
La mia dominatrice fu di parola e torno dopo un paio d'ore. Melissa aveva già terminato di lavorare da qualche
minuto e nel frattempo si era divertita a cavalcarmi ed a calpestarmi.
Chiara mi riaccompagnò a casa sua e mi portò nella sua camera. Mi fece gattonare come la bestia a quattro zampe
che sono sotto la scrivania della sua cameretta e si sedette davanti a me.
"Per domani abbiamo da preparare Fisica e Storia, non è vero?" chiese
"Si Chiara"
"Allora adesso io studio e tu mi lecchi"
"Si"
Prese i libri, mi schiacciò il naso fra le dita dei piedi e disse "Lecca"
Usai la lingua. Dopo un'oretta allontanò le sue bellissime estremità dal mio volto indegno.
"Leccami le gambe, le cosce e quello che sai"
Chiama : 899.898.177
Lo feci con dolcezza. Chiara terminò di ripassare Storia e passò a Fisica. E' una materiaccia, la Fisica, non
l'ho mai digerita. Chiara invece è bravissima. Chiara è bravissima in tutto quello che fa, anche se non ci mette
impegno.
Verso le sette di sera la mia amica e padrona terminò di studiare. Fuori era il crepuscolo.
"OK, stupida, è ora di cena. Io vado in pizzeria, tu rimani qui e pulisci tutta la mia camera"
"Si Chiara"
"Però non ho voglia di spendere soldi. Il conto della pizzeria lo pagherai tu"
"Si"
"Facciamo una pizza ed un'aranciata. Quanto potrei spendere?"
"Mmmm....circa quindici euro...."
"Già già...facciamo cinquanta. Tira fuori i soldi"
"Si Chiara"
Se ne andò.
"Buon appetito padrona"
"Fottiti. Pulisci e fallo bene"
"Si, obbedisco"
Mi misi immediatamente al lavoro. Pavimenti, mobili, vetri...pulii ed ordinai tutto.
Chiara tornò dopo un paio d'ore, si guardò attorno e disse "Le scarpe me le hai pulite?"
"Quali scarpe?" chiesi
"Troia! Le mie scarpe! Quelle nel ripostiglio!"
"Non sapevo di doverlo fare!"
"Bastarda! Va bene, lo farai dopo. Ora andiamo alla televisione. C'è un programma che m'interessa" Mi usò come
poggiapiedi per tutta la proiezione del film e non mi permise neppure di fiatare. Alle undici di sera, stanca
dall'impegnativa giornata di dominazione, la mia padrona decise di concedersi il meritato riposo. Mi portò in
bagno, mi pisciò in bocca e si pettinò. Dopo avermi fatto sciacquare faccia e bocca con l'acqua dello scarico del
water mi portò in camera sua e mi legò ai piedi del letto.
"Tu sarai il mio zerbino. Infila la testa sotto le coperte e leccami i piedi finché non mi addormento. Resta con
la faccia a contatto dei miei piedi. Se stanotte mi sveglierò ti darò un calcio in faccia e tu riprenderai a
leccare"
"Si Chiara"
"Si Chiara un cazzo, cagna! Quando siamo sole mi devi chiamare padrona"
"Si, padrona"
"Bene, lecca"
La luce della lampada da tavolo si spense. Infilai la testa sotto le coperte. Al buio leccare i piedi della mia
signora mi diede ancora più soddisfazione. Lei continuò a muovere i suoi piedini sul mio volto per qualche minuto,
poi i suoi movimenti si fecero da prima languidi (credo di essere riuscita a farla godere), poi lenti e scostanti.
Così la mia lingua, da iniziali movimenti frenetici passò a carezze dolci e morbide e poi a bacetti appena
accennati.
Mi addormentai.
La mattina successiva mi svegliai con un piede di Chiara in bocca. Che bella sensazione! Lo usai le mie labbra
per darle un bacio e lo leccai a lungo senza svegliare la mia padrona, poi andai a preparare la colazione e tornai
in camera. Lì ripresi a leccare le divine estremità della mia amica ma con maggior vigore. Chiara si svegliò e fece
colazione, tranquillamente e con gusto, mentre io davo sollievo al suo culetto con la mia indegna lingua. Andammo a
scuola e naturalmente fummo interrogate insieme, sia a Fisica che a Storia. La mia eccelsa padrona superò entrambe
le prove con il massimo dei voti, io nessuna delle due. Al banco Chiara sorrise con superbia del mio fallimento e
sussurrò al mio orecchio "Dopo scuola ti voglio a casa mia. Hai scordato che devi ancora lucidarmi le scarpe,
cagna...."

|
Porca di classe ed eleganza, eccitala con la tua voce al: 899.898.177 |

|
Giovane porcellina pronta a raccontarti... TUTTO e farti vivere l'inferno 899.898.178 |

|
Sono una bella tettona e amo da morire succhiarlo: 899.898.174 |

|
Esperta in sesso orale ... mi va di farlo con te al telefono 899.898.176 |
Il servizio e’ destinato a un pubblico
adulto.
Costo
numerazione 899:
Rete fissa 0,36 scatto 1,8 euro/minuto;
TIM 0,18 scatto 2,4 euro/minuto;
Vodafone 0,24 scatto 2,58 euro/minuto;
Wind 0,15 scatto 1,86 euro/minuto;
H3g 0,6 scatto 2,4 euro/minuto
Il presente sito NON è adatto ad un pubblico di minorenni. I collegamenti ed i
contenuti del sito sono da considerare per un pubblico di soli aduti.
Se non sei ancora maggiorenne non puoi visionare il materiale in oggetto e devi
uscire.
Il sito, realizzato da Netcat srl , NON contiene nessun DIALER o altro programma per aumentare le
spese di connessione.
Non possiamo garantire la stessa cosa per i siti a noi collegati dei quali non siamo
responsabili. SITO CONTRO LA PEDOFILIA.
Tutti i siti, gruppi, movies od altro contenente materiale pornografico che coinvolge
minorenni saranno segnalati alle autorita competenti.
Le operatrici che rispondono sono maggiorenni e svolgono solo ed esclusivamente un
servizio telefonico vocale.
Durata massima pari a euro 15,00 per telefonata, tutti i costi si intendono iva
inclusa.
servizio offerto da: Netcat S.r.l. P.iva 01786420511
troie in
chat | transex al
telefono | linea
porno | padrone al
telefono | giovani ragazze porche | mistresstrans | donnetrans |
transex al telefono | transexaltelefono.info | donnetrans.info |
telefono.sexy | donne al
telefono | numeriporno.info | linea-porno.com |
porche-in-linea | donna mature al
telefono |linea porno hard | ragazze porche |
lineasexy.info | annunciragazze.info | numeridiragazze
|